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Sappiamo ancora noi cristiani cattolici cos’è la domenica?

Scritto da Massimiliano Scalici. Postato in Messaggi del Parroco


parrocoCarissime famiglie e cari fedeli, i Vangeli raccontano che il primo giorno dopo il sabato, al mattino presto, le donne si recarono al sepolcro per onorare il corpo del Signore crocifisso. E dopo averlo trovato vuoto, lo stesso Gesù, risorto da morte, andò loro incontro dicendo: “Salute a voi” (Mt 28,9).Maria di Magdala si reca anch’essa al sepolcro il mattino del primo giorno della settimana e incontra Gesù risorto (Gv 20,16). Gesù risorto si manifesta a Tommaso otto giorni dopo, ossia il primo dopo il sabato (Gv 20,26-29), che, per tale motivo, è stato chiamato domenica, da Dominus, in latino Signore. Da allora in poi, le prime comunità cristiane si riuniranno ogni otto giorni per celebrare il Signore risorto che si fa presente nella S. Messa. “Sine Dominico non possumus”, dicevano i martiri di Abitene (una località dell’Africa settentrionale facente parte dell’impero romano al tempo del primo cristianesimo) ai loro carnefici prima di essere uccisi a causa della propria fede. La frase significa “Senza il dominicum non possiamo vivere”. Il dominicum, da cui prende il nome la domenica, era una parola che indicava il giorno del Signore, l’Eucaristia domenicale. Quei gloriosi martiri furono arrestati mentre celebravano il dominicum, l'unica loro ragion d'essere. E per averlo celebrato, furono torturati e messi a morte. Questa premessa ci fa capire che la Domenica l’ha voluta Gesù Cristo, come giorno in cui celebrare il memoriale settimanale della sua Pasqua. Per un cattolico, non può mai esserci domenica senza la partecipazione alla S. Messa. Io stesso ricordo di aver preso in seria considerazione la S. Messa domenicale, fin da bambino. Essa era la prima e più importante cosa, era ciò che rendeva la domenica un giorno di festa. Quando non avevo ancora l’età per fare la Comunione e partecipavo ugualmente alla Messa, vedendo i grandi che si accostavano a ricevere il Corpo di Cristo, non vedevo l’ora che arrivasse quel giorno anche per me! Ricevuta la prima Comunione, finalmente anch’io potevo cibarmi del Corpo del Signore come tutti gli adulti. Da quel giorno in poi mi sarei sempre accostato alla S. Comunione senza mai saltare neppure una domenica. Oggi, invece, costato con amarezza che la maggior parte dei bambini e delle rispettive famiglie, non solo sono incostanti nel partecipare alla S. Messa domenicale, ma antepongono ad essa tante altre cose che sono secondarie. Pertanto la Messa, invece di essere la prima cosa della giornata - non in ordine temporale ma di importanza! - diventa proprio ciò che si sacrifica a vantaggio dei centri commerciali, delle visite a parenti e nonni, gite, televisione ecc. Per non parlare, poi, di tanti bambini che, finito il corso di preparazione alla prima Comunione, spariscono dalla Chiesa! Altro che desiderio di ricevere Gesù tutte le domeniche della vita, come gli adulti! Io sono diventato sacerdote all’età di 26 anni e prima di allora non ho disertato nessuna messa domenicale, eccettuate quelle sporadiche volte in cui avevo la febbre o ero seriamente malato. E questo non perché avevo la vocazione (che in realtà è sopraggiunta all’età di 16 anni e mezzo) ma perché ero cresciuto in una famiglia che mi aveva insegnato ad andare a messa, dandomene l’esempio: i miei andavano a Messa ogni domenica! Dai nonni si andava ugualmente, le scampagnate si facevano, al mare si andava, a fare spese pure, ma non si sacrificava mai la Messa, sostituendola con quelle cose. “Altri tempi!” – potreste dirmi! Certamente i tempi sono cambiati, ma va detto pure che non è cambiato il Vangelo, né la fede cristiana! Il Giorno del Signore rimane vitale per noi credenti, non dimentichiamolo! La domenica, ripeto, ha voluto donarcela nostro Signore come giorno di preghiera e di riposo, giorno della comunità cristiana e della famiglia! E’ questa la verità di fede che dobbiamo trasmettere ai bambini che crescono! Non inculchiamo loro modelli di vita pagani e mondani, che non fanno parte della nostra tradizione cristiana! Pertanto è diseducativo abituare i bambini a non andare a Messa la domenica, a non andarci più dopo che hanno fatto la prima Comunione o andare abitualmente il sabato sera. Quando i bambini (ma anche i grandi) vanno a Messa il sabato, io mi chiedo: che faranno domani questi bambini? Sapranno che è domenica, giorno dell’incontro con il Signore? Come trascorreranno il giorno del Signore se hanno anticipato il precetto al sabato? È evidente che sostituiranno la Messa con altre cose. Ma così facendo, sapranno mai che la domenica è la Pasqua della settimana? Si potrebbe contestare che la Messa del sabato sera è uguale a quella festiva della domenica. E lo è. Questa, però, nasce come possibilità di soddisfare il precetto nell’emergenza, non come Messa abituale. Se tutti i cattolici anticipassero il sabato la partecipazione alla Messa, che tipo di domenica sarebbe ancora la nostra? La Messa del sabato sera non è una Messa di comodo! Anzi, nessuna Messa lo è! Nei paesi di missione, dove i sacerdoti sono pochi rispetto ad un territorio molto vasto, i cristiani fanno tanti chilometri per raggiungere il luogo unico della Celebrazione Eucaristica! A volte anche due o tre ore di cammino! Altro che orari e comodità! Perciò, ragionare in termini opportunistici e utilitaristici significa snaturare ciò che la Messa è. Io da piccolo e da giovane non ho mai partecipato alla Messa di sabato.E se mai c’era un’occasione per andare di sabato, l’indomani vi partecipavo ugualmente. Senza la Messa, la domenica non era domenica! Per quanto riguarda la Messa domenicale dedicata ai bambini, vorrei spendere qualche parola. In questi sei anni e mezzo della mia missione di parroco in mezzo a voi ho costatato con grande amarezza l’assenteismo di moltissimi bambini alla messa domenicale, specie nei tempi e nei mesi in cui il catechismo non c’è più. Gli orari - sempre a causa dei motivi organizzativi delle famiglie - li abbiamo cambiati. I risultati, però, sono rimasti invariati. C’è un primo periodo di “entusiasmo” che va da ottobre a dicembre in cui si registra il 60 % circa di partecipazione. Da gennaio a marzo la partecipazione si riduce al 40 %. Da aprile a maggio al 20 %. In estate, fino al mese di settembre, all’1 %. Questa la situazione, in qualsiasi orario abbia trovato collocazione la Messa per i fanciulli. L’esperienza dell’Eucaristia per i fanciulli anticipata al sabato pomeriggio, sperimentata qualche anno fa e che solo nei primi mesi vide una partecipazione più numerosa, fu una scelta diseducativa gravissima per le cose che vi ho spiegato prima. Non solo, ma a quella celebrazione molti papà, per motivi lavorativi, non potevano prendere parte. Abbiamo così praticato tutte le possibilità! Eppure, quando la Messa per i bambini era al mattino, i genitori si lamentavano che non riuscivano ad organizzarsi per tempo, perché la domenica è l’unico giorno in cui i bambini (e non solo loro) potevano alzarsi più tardi. Adesso che la Messa è al pomeriggio, le lamentele non mancano, giacché la Messa intralcia i progetti delle nostre domeniche “commerciali”. La parrocchia, nella persona del sottoscritto e dei catechisti, si è sempre posta in ascolto, verificando, altresì, che dette questioni erano puntualmente sollevate proprio da quei genitori la cui frequenza domenicale era sporadica, incostante o occasionale, legata quasi sempre al periodo del catechismo dei propri figli. Molti fanno così. Prima organizzano “manifestazioni sindacali” - come le definisco io simpaticamente! - e poi spariscono regolarmente dalla vita della comunità che, invece, è proprio quella che abilita ciascun fedele alla critica obiettiva e costruttiva presso il parroco o il consiglio pastorale, in uno stile di corresponsabilità e di comunione, proprio di ogni fedele laico. Chi vive costantemente in famiglia, conosce la famiglia e capisce qual è il suo vero bene. Chi è di passaggio, non può mai conoscere a fondo nessuna realtà! Io credo, invece, che, tra le varie fasce d’orario, quella che più si avvicini alle esigenze delle famiglie e favorisca la partecipazione di tutti i suoi membri alla S. Messa domenicale sia proprio quella pomeridiana.D’inverno le giornate si accorciano, e quando fa buio non si sta ancora in giro, tenendo conto che il lunedì è lavorativo per i grandi e impegnativo per i piccoli che vanno a scuola. Pertanto, l’orario delle 18,00 - 17,30 ora solare - può essere una buona soluzione per le famiglie! Se queste organizzano le loro uscite commerciali o di svago il sabato pomeriggio e sera, e la domenica mattina dedicano tempo ai figli, al bel pranzo insieme o con i nonni, cosa impedisce loro, prima di rincasare per la cena, di partecipare alla Messa? E’ un orario che consente, oltretutto, la partecipazione di entrambi i genitori, i quali non possono dimenticare il loro ruolo esemplare nella trasmissione della fede ai propri figli! Mi auguro che questa mia comunicazione conduca tutte le famiglie a riflettere seriamente su una realtà sulla quale s’innerva tutta la nostra fede! Troppe famiglie che si dicono cristiane conducono uno stile di vita contrario alla fede cattolica, trasmessa dai nostri antenati credenti e insegnata dalla Chiesa da più di duemila anni! Cambiare gli orari o i giorni è un falso problema! Sono piuttosto le nostre scelte che devono cambiare ed essere orientate a Gesù Cristo e al vero bene dei nostri figli e della famiglia!
don Massimiliano
Palermo, 17 novembre 2012