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Pellegrinaggio in diretta: Assisi

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Dopo il viaggio in nave siamo arrivati ad Assisi in pullman. Oggi abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio con l'itinerario francescano che ci ha condotti alla basilica di Santa Maria degli Angeli che custodisce la preziosa chiesetta chiamata "porziuncola". Un luogo caro a Francesco perché li la Madonna lo ispira a formare una comunità di frati, li il Signore, apparso a Francesco, gli farà sono dell'indulgenza plenaria concedendo ai peccatori confessati e pentiti il perdono dei peccati e il condono della pena (il cosiddetto perdono di Assisi), li s. Chiara, scappata di casa, di consacra al Signore scegliendo anche lei una vita di povertà e di servizio a Cristo, li s. Francesco la sera del 3 ottobre 1226 sarebbe spirato. Ci siamo dunque immersi nel mistero di Francesco per gustare l'amore gratuito del Signore che fa di noi creature nuoveStamane ci siamo alzati alle 5,30. Alle 7,00 eravamo nella piccola chiesetta di San Damiano per il canto delle Lodi con i frati francescani. Il silenzio di questi posto aiuta molto a pregare. Poi la messa. Abbiamo respirato il messaggio del crocifisso che proprio a San Damiano parlò a San Francesco dicendogli: Francesco va' e ripara la mia Chiesa che è tutta in rovina. Ora quel crocifisso ligneo di pittura medievale si trova nella basilica di Santa Chiara che abbiamo visitato in seguito dopo aver venerato il corpo della madre Chiara posto nella cripta. La lunga camminata per i borghi antichi di Assisi fra le case di pietra e gli innumerevoli vicoli ci ha condotti davanti alla facciata imponente e stupenda della basilica di S. Francesco che custodisce le spoglie mortali del serafico padre.

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Alla Regina del Rosario di Pompei

O Maria, Regina del santo Rosario, onore del popolo di Cruillas in mezzo al quale hai stabilito il tuo Santuario, piccola Pompei nella città di Palermo, rallegrati! O Trono di Grazia e di Misericordia sul quale siede re il Salvatore del mondo, inginocchiati anche noi ai tuoi piedi con san Domenico e santa Caterina a te rivolgiamo i nostri occhi. Il tuo dolce sguardo proteso verso di noi, espressione tangibile della tenerezza di Dio che si china sulla terra per ascoltare le preghiere e i gemiti dell’umanità sofferente, ci dà la certezza di non essere respinti! Le corone del rosario che pendono dalle tue mani e da quelle del tuo divin Figlio sono segni inequivocabili che ci invitano a sperimentare la potenza della preghiera del cuore, ci spingono a coltivare la comunione ecclesiale e ci consegnano l’urgenza di un mandato missionario che muova le nostre comunità cristiane ad uscire da sé stesse con la stessa ansia con cui tu lasciasti Nazareth per “raggiungere in fretta una città di Giuda”. Numerose sono le “città” dell’uomo che attendono la nostra visita. Perciò, con le parole di un canto, quasi volendo interpretare il messaggio del tuo gesto, così rispondiamo al tuo desiderio di Madre premurosa e sollecita: “La tua corona di rose vogliamo essere noi, una corona di figli tutti tuoi! La tua presenza nel mondo si compia attraverso di noi come un canto di lode senza fine!”.O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, ottienici dal tuo Gesù il dono dell’unità e della pace. Annodati gli uni agli altri come un'unica catena, vogliamo diffondere dappertutto il profumo della comunione fraterna. E sapendo che il camminare insieme è la nostra forza, vogliamo essere “la rete” della parabola evangelica con la quale Gesù ci chiama a diventare “pescatori di uomini” ma anche a catturare il male del mondo che intralcia l’avvento del Regno di Dio. O Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti, sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

A chi i cuori? A Maria! Un solo grido: Viva Maria! Con approvazione ecclesiastica

La Dedicazione delle Mura

Riapertura del Santuario

Don Vincenzo nostro Parroco

Una Grande Retata d'Amore

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