Presbiterio

Pellegrinaggio a Cerami: Curve e preghiera


Ci siamo dati appuntamento alle 7:00 davanti al bar Stagnitta dove dopo una mezzoretta siamo finalmente partiti alla volta di Cerami. Dopo circa 4 ore di curve... siamo arrivati a destinazione. Ci appare davanti un piccolo paesino, come quelli che possiamo ammirare in miniatura nei presepi, quindi entriamo nel Santuario della Madonna lella Lavina. Una piccola Chiesa ma di una profondità artistica fenomenale! Le pareti sono affrescate con passi del Vangelo mentre nel presbiterio sopra l' altare é posizionato il quadro della Madonna della Lavina. Esso rappresenta la Madonna nell' atto di allattare il piccolo Gesù. La tradizione vuole che nel 1300 il quadro dimenticato nella soffitta del convento abbandonato dalle suore, trasferitesi in un convento del paese, fu seppellito dalle macerie della Chiesa crollata per i fattori ambientali. Dopo qualche anno una suora del convento sognò la Madonna che le diceva che se avessero scavato tra le macerie avrebbero trovato il suo quadro .La suora inizialmente non badò al sogno ma vedendo che si ripeteva decise di parlarne con il suo sacerdote che a sua volta non ci credette. Per la terza notte la suora sogno la Madonna che le disse che siccome nessuno le aveva creduto, avrebbe lei stessa agito, infatti quella stessa notte il torrente Lavina straripò portando alla luce il quadro. Il mattino seguente un viandante con una mula passando da quella strada notò con stupore che la mula ad un certo punto si era bloccata e si era messa in ginocchio. Chiedendosi il motivo di tutto ciò vide fra le macerie il quadro intatto, quindi corse in paese, che alla notizia venne in processione portando il quadro in trionfo nel nuovo convento. Dopo aver partecipato alla Messa ci siamo diretti al seminario arcivescovile dove abbiamo pranzato. Dopo pranzo i ragazzi appartamenti al gruppo giovani hanno intrattenuto i parrocchiani con la loro canzone "Usticampo 2013" fatta ad Ustica. Successivamente siamo andati a Nicosia, dove una guida ci ha mostrato le Chiese e i palazzi nobiliari del paese. Quindi dopo aver ammirato il paesello siamo finalmente ritornati a Palermo.


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Alla Regina del Rosario di Pompei

O Maria, Regina del santo Rosario, onore del popolo di Cruillas in mezzo al quale hai stabilito il tuo Santuario, piccola Pompei nella città di Palermo, rallegrati! O Trono di Grazia e di Misericordia sul quale siede re il Salvatore del mondo, inginocchiati anche noi ai tuoi piedi con san Domenico e santa Caterina a te rivolgiamo i nostri occhi. Il tuo dolce sguardo proteso verso di noi, espressione tangibile della tenerezza di Dio che si china sulla terra per ascoltare le preghiere e i gemiti dell’umanità sofferente, ci dà la certezza di non essere respinti! Le corone del rosario che pendono dalle tue mani e da quelle del tuo divin Figlio sono segni inequivocabili che ci invitano a sperimentare la potenza della preghiera del cuore, ci spingono a coltivare la comunione ecclesiale e ci consegnano l’urgenza di un mandato missionario che muova le nostre comunità cristiane ad uscire da sé stesse con la stessa ansia con cui tu lasciasti Nazareth per “raggiungere in fretta una città di Giuda”. Numerose sono le “città” dell’uomo che attendono la nostra visita. Perciò, con le parole di un canto, quasi volendo interpretare il messaggio del tuo gesto, così rispondiamo al tuo desiderio di Madre premurosa e sollecita: “La tua corona di rose vogliamo essere noi, una corona di figli tutti tuoi! La tua presenza nel mondo si compia attraverso di noi come un canto di lode senza fine!”.O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, ottienici dal tuo Gesù il dono dell’unità e della pace. Annodati gli uni agli altri come un'unica catena, vogliamo diffondere dappertutto il profumo della comunione fraterna. E sapendo che il camminare insieme è la nostra forza, vogliamo essere “la rete” della parabola evangelica con la quale Gesù ci chiama a diventare “pescatori di uomini” ma anche a catturare il male del mondo che intralcia l’avvento del Regno di Dio. O Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti, sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

A chi i cuori? A Maria! Un solo grido: Viva Maria! Con approvazione ecclesiastica

La Dedicazione delle Mura

Riapertura del Santuario

Don Vincenzo nostro Parroco

Una Grande Retata d'Amore

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