Presbiterio

La Recita dei Ragazzi


2 of 3.1Palermo 4 gennaio 2014 - Alle ore 21,00 i ragazzi di tutti i gruppi del catechismo hanno rappresentato una recita, ecco la presentazione letta dal piccolo (ma grande!) Benedetto: Caro Parroco, cari genitori e cara comunità buona sera! Anche quest’anno abbiamo voluto intratternervi per qualche oretta con una recita dal titolo”Buon natale in cento lingue” il cui protagonista è il piccolo Federico, che alla vigilia di Natale, è tutto preso nell’allestire il presepe però si accorge che mancano i re magi. Come fare? Dalla finestra vede splendere nel cielo una stella e mentre la guarda affascinato ed incuriosito si addormenta. Intanto tre bambini immigrati, Ivan di origine russa, Vang cinese e Bambù africano si incontrano casualmente perché attratti da una stella cometa e tutti e tre pur non conoscendosi decidono di seguire l’astro luminoso. Durante il loro viaggio incontrano altri personaggi ricevendo da loro tre strani regali. Gli amici proseguono il cammino fino ad arrivare alla grotta di Gesù al quale lasciano i tre doni ricevuti. Quando Federico si risveglia, quasi non riesce a credere ai suoi occhi, nella sua stanza si materializza un grande presepio vivente composto da bambini di tutto il mondo. Questa recita vuole essere un appello alla fraternità che è soprattutto accoglienza e disponibilità. Ecco perché abbiamo scelto di rappresentarla qualche giorno prima della festività dell’Epifania, nella quale si celebra Gesù che si manifesta a tutta l’umanità senza distinzione di colore di pelle, di stato sociale ed altro. Egli è nato per portare la pace e l’amore proprio a tutti. D’altronde, anche il natale deve essere festeggiato come festa internazionale che non conosce frontiere e parla tutte le lingue del mondo. Nella festività dell’epifania noi ragazzi ci prenderemo un po’ cura dei fratelli meno fortunati di noi che abitano in altri continenti. Ci scusiamo per qualche nostra imperfezione, e per incoraggiarci vi chiediamo un applauso. Grazie! Noi catechiste ringraziamo i bambini che si sono impegnati e sono stati bravissimi, i genitori che ci hanno collaborato, il Parroco che ci ha incoraggiate, Giuseppe Matera per la meravigliosa scenografia che è riuscito a creare e per l’audio, Samuele e Giovanni per la loro straordinaria partecipazione alla recita ed infine coloro della comunità che hanno condiviso questo bellissimo momento con noi. A tutti: GRAZIE DI CUORE

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Alla Regina del Rosario di Pompei

O Maria, Regina del santo Rosario, onore del popolo di Cruillas in mezzo al quale hai stabilito il tuo Santuario, piccola Pompei nella città di Palermo, rallegrati! O Trono di Grazia e di Misericordia sul quale siede re il Salvatore del mondo, inginocchiati anche noi ai tuoi piedi con san Domenico e santa Caterina a te rivolgiamo i nostri occhi. Il tuo dolce sguardo proteso verso di noi, espressione tangibile della tenerezza di Dio che si china sulla terra per ascoltare le preghiere e i gemiti dell’umanità sofferente, ci dà la certezza di non essere respinti! Le corone del rosario che pendono dalle tue mani e da quelle del tuo divin Figlio sono segni inequivocabili che ci invitano a sperimentare la potenza della preghiera del cuore, ci spingono a coltivare la comunione ecclesiale e ci consegnano l’urgenza di un mandato missionario che muova le nostre comunità cristiane ad uscire da sé stesse con la stessa ansia con cui tu lasciasti Nazareth per “raggiungere in fretta una città di Giuda”. Numerose sono le “città” dell’uomo che attendono la nostra visita. Perciò, con le parole di un canto, quasi volendo interpretare il messaggio del tuo gesto, così rispondiamo al tuo desiderio di Madre premurosa e sollecita: “La tua corona di rose vogliamo essere noi, una corona di figli tutti tuoi! La tua presenza nel mondo si compia attraverso di noi come un canto di lode senza fine!”.O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, ottienici dal tuo Gesù il dono dell’unità e della pace. Annodati gli uni agli altri come un'unica catena, vogliamo diffondere dappertutto il profumo della comunione fraterna. E sapendo che il camminare insieme è la nostra forza, vogliamo essere “la rete” della parabola evangelica con la quale Gesù ci chiama a diventare “pescatori di uomini” ma anche a catturare il male del mondo che intralcia l’avvento del Regno di Dio. O Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti, sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

A chi i cuori? A Maria! Un solo grido: Viva Maria! Con approvazione ecclesiastica

La Dedicazione delle Mura

Riapertura del Santuario

Don Vincenzo nostro Parroco

Una Grande Retata d'Amore

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