Presbiterio

Un cuore nuovo


Ritiro001Domenica 16 marzo - Cara Comunità, oggi noi ragazzi con le rispettive famiglie, le catechiste e padre Massimiliano, ci siamo dati appuntamento per il Ritiro Spirituale di Quaresima nell’Istituto San Francesco.

Qui ci siamo inizialmente riuniti nel salone, dove abbiamo recitato le preghiere iniziali e ai bambini è stato dato un sasso,simbolo del peccato, mentre a noi adolescenti ci è stato dato un bicchiere contenente della terra e un seme simbolo del nostro cuore, dopodiché ci siamo divisi in più gruppi.

Quindi abbiamo meditato sulla parabola del seminatore, e abbiamo riflettuto sul fatto che molte volte il nostro cuore non è sempre ben arato ma è pieno di sassi e di rovi che ci impediscono di far portare a buon frutto il seme della Parola di Dio, mentre i bambini più piccoli hanno rivestito con la carta argentata i sassi, simbolo della grazia di Dio, Egli infatti trasforma in gioiello ciò che prima era un limite. Successivamente dopo aver fatto merenda tutti noi ragazzi ci siamo riuniti nel salone, dove a turno le catechiste hanno spiegato il significato di alcuni attrezzi che servono per dissodare il terreno del nostro cuore e farlo diventare terra fertile.

Dopodiché noi ragazzi più grandi siamo risaliti nella nostra classe dove dopo aver piantato nel terreno il seme, su un foglietto di carta, abbiamo scritto l’ostacolo che ci impedisce di fare la volontà di Dio e dopo averlo spezzato in più parti abbiamo messo qualche pezzettino nel nostro terreno e  qualche pezzettino nel terreno degli altri,poiché molte volte il nostro peccato è di ostacolo anche agli altri.

Quindi, ci siamo di nuovo riuniti nel salone,questa volta tutti i gruppi, compreso quello dei genitori, dove abbiamo scambiato le nostre riflessioni.

Successivamente dopo aver pranzato ed esserci divertiti un po’,e aver partecipato alla messa, ci siamo salutati e ce ne siamo andati, con la consapevolezza che dobbiamo vegliare sul nostro cuore, affinché le erbacce, non soffochino lo Spirito di Dio che abita in noi.


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Alla Regina del Rosario di Pompei

O Maria, Regina del santo Rosario, onore del popolo di Cruillas in mezzo al quale hai stabilito il tuo Santuario, piccola Pompei nella città di Palermo, rallegrati! O Trono di Grazia e di Misericordia sul quale siede re il Salvatore del mondo, inginocchiati anche noi ai tuoi piedi con san Domenico e santa Caterina a te rivolgiamo i nostri occhi. Il tuo dolce sguardo proteso verso di noi, espressione tangibile della tenerezza di Dio che si china sulla terra per ascoltare le preghiere e i gemiti dell’umanità sofferente, ci dà la certezza di non essere respinti! Le corone del rosario che pendono dalle tue mani e da quelle del tuo divin Figlio sono segni inequivocabili che ci invitano a sperimentare la potenza della preghiera del cuore, ci spingono a coltivare la comunione ecclesiale e ci consegnano l’urgenza di un mandato missionario che muova le nostre comunità cristiane ad uscire da sé stesse con la stessa ansia con cui tu lasciasti Nazareth per “raggiungere in fretta una città di Giuda”. Numerose sono le “città” dell’uomo che attendono la nostra visita. Perciò, con le parole di un canto, quasi volendo interpretare il messaggio del tuo gesto, così rispondiamo al tuo desiderio di Madre premurosa e sollecita: “La tua corona di rose vogliamo essere noi, una corona di figli tutti tuoi! La tua presenza nel mondo si compia attraverso di noi come un canto di lode senza fine!”.O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, ottienici dal tuo Gesù il dono dell’unità e della pace. Annodati gli uni agli altri come un'unica catena, vogliamo diffondere dappertutto il profumo della comunione fraterna. E sapendo che il camminare insieme è la nostra forza, vogliamo essere “la rete” della parabola evangelica con la quale Gesù ci chiama a diventare “pescatori di uomini” ma anche a catturare il male del mondo che intralcia l’avvento del Regno di Dio. O Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti, sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.

A chi i cuori? A Maria! Un solo grido: Viva Maria! Con approvazione ecclesiastica

La Dedicazione delle Mura

Riapertura del Santuario

Don Vincenzo nostro Parroco

Una Grande Retata d'Amore

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